venerdì 24 aprile 2015

NEW YORK CITY: LA CITTA' CHE NON DORME .... CHE DORME.


Lo dirò lo stesso. 
Questa città a dormire ci va, eccome. 
Magari  senza spegnere le luci, ma va a dormire. 


Non voglio sfatare un mito, ma i tempi sono molto cambiati sweetie

NYC At Night by Jason Hawkes

Tolta Times Squareche è un luogo unicamente turistico, dove alcune catene restano aperte fino alle 2 di mattina e alcuni drugstore vendono per 24 ore di fila, per il resto girare in città durante una sera qualsiasi della settimana è abbastanza sconvolgente e bellissimo, believe me
E' vero che l'Apple Store di Fifth Avenue è aperto 24/7 per 365 days a year, ma non è questo il punto. Apple Store è una fenomenologia a sè. 

Se esci in strada  verso le 10 o le 11 di sera, ovviamente esclusi il venerdi e il sabato, incontri davvero poca gente, soprattutto se ti guardi intorni e vedi che si, sei proprio a Nyc


E la netta sensazione che si ha, è che la gente sia tutta in casa plop down on the couch imbambolata alla TV o connessa a qualche devices  per vedere l'ultima puntata di Mad Man o Secret and Lies (Netflix power!) o cercare l'anima gemella in Tinder.

I sociologi per questo fenomeno avranno sicuramente un termine adatto, ma il concetto è eccessivamente semplice. 
Questa città  è cambiata, molto.

La cosa strana e bizzarra è che ormai anche nelle aree più caotiche di Manhattan, fin dall'una di notte puoi sentire il silenzio assoluto, che già di per sè potrebbe essere considerata un'attrazione, in un posto come questo!

Per contro, alle 4,30 la città comicia a risvegliarsi con i camion della sanitation che raccolgono rumorosamente l'immondizia, i truck che consegnano il cibo, i giornali e quant'altro e qualche goofy guy che ha deciso di fare jogging!

Ma c'è stato un tempo in cui la notte a Manhattan era un'altra cosa.



Nell'aprile del 1977,  al 254 west della 54th street è iniziata l'epopea dello Studio54

L'epica discoteca, di proprietà  di Steve Rubel from Brooklyn  e Ian Scharger from Nyc, è stata il tempio della musica, dei dj, della trasgressione, della stravaganza, dei ricchi, dei poveri, dei bianchi, dei neri, dei gay, degli etero e della cocaina. Principesse che ballavano con gli idraulici, modelle che flirtavano con gli impiegati, uomini con uomini e donne con donne. Un posto senza etichette, un posto senza regole.


Lo Studio54 nasce come un vero e proprio teatro, tra l'altro progettato da un famoso architetto di teatri dell'epoca, l'italo-americano Eugene De Rosa, immigrato dalla Calabria nel 1898. Poi diventa uno studio televisivo della CBS (da qui il nome) e quando nel 1977 viene acquistato da Rubel e Schrager lo fanno riadattare a discoteca spendendo circa 400,000 $. 


Owner Steve Rubell, Marina Schiano, Yves Saint Laurent and Loulou de la Falaise attend the party for Opium Perfume Launch on September 20, 1978 at Studio 54. A year later the club was raided by the IRS
La consolle del dj è sul palcoscenico, la pista in platea, nella balconata la zona dei divani, e sotto alla balconata il bar. Si racconta poi, ma più che un racconto è una certezza, che ci fosse una saletta privata al piano superiore sconosciuta ai più, dove Steve Rubel organizzava private party esclusivi facendo entrare  un ristressimo numero di persone, per la maggior parte celebrities, ma alcune delle quali le pescava tra gli sconosciuti clienti del locale.

Il "nobile" intento dei due proprietari era quello di dar vita ogni sera "alla festa più grande del mondo", scioccando con stravaganze  e provocazioni la città di new york


From left to right, Halston, Bianca Jagger, Jack Haley, Jr. and wife Liza Minnelli and Andy Warhol celebrate a New Year's Eve party at Studio 54


Vigeva il travestimento, la disinibizione, la voglia di essere liberi e protagonisti. C'era una ferrea selezione all'ingresso che spesso faceva lo stesso Steve Rubel. Se non eri di bell'aspetto non entravi. Se non gli piaceva com'eri vestito, ti mandava a cambiare. 

Ovviamente su tutto dominava, posizionata in alto sul palco, una falce di luna imboccata da un cucchiaino. Cucchiaino di cocaina, of course. A fine serata scendeva da lassù "l'uomo sulla luna" che calava tra il pubblico e regalava al pubblico il contenuto del cucchiaino d'argento!

Lo Studio54 fu il tempio della consacrazione della discomusic, dove il dj divenne una vera e propria figura professionale. 
La musica si ascoltava a volume altissimo, si ballava l'hustle considerato un ballo vagamente sexy per quei tempi, le luci erano stroboscopiche, gli outfit stravaganti ed eccessivi nonchè costosi in alcuni casi e in uno scenario del genere ci fu una fiorente ascesa della droga in particolare di quei farmaci che riuscivano ad enfatizzare l'esperienza di ballare con la musica a tutto volume, come la cocaina (Shot), il nitrato di amile (Poppers) e il sedativo-ipnotico, metaqualone (Qualuudes). 

Con l'uso di droghe anche la promiscuità e la disibinizione sessuale nonchè il sesso pubblico nei club divenne un'altra espressione della discomusic.


Lo Studio54 era esattamente questo, con la differenza però che i frequentatori abituali erano Andy Wharol, Diana Ross, Bianca Jagger (entrata nello Studio 54 a cavallo di un cavallo bianco  per festeggiare i suoi trentanni), Michael Jackson, Truman Capote (suo il romanzo "Colazione da Tiffany"), Grace Jones, Elio Fiorucci, Paloma Picasso, Elizabeth Taylor, Michail Barysnikov, Liza Minnelli, Elton John, John Travolta, Blondie, Jerry Hall, Tina Turner, Calvin Klein, Diana Vreeland, Jacqueline Kennedy Onassis, Brooke Shields, Margaux Hemingway, Halston, Mick Jagger, Francesco Scavullo (famoso fotografo di moda), Diane Von Fustenberg



Memorabile un capodanno allo Studio54 quando l'event planner Robert Isabel fece rovesciare sulla folla scatenata in pista circa 4 tonnellate di glitter! Si racconta che la gente, dopo alcuni mesi, trovava ancora del glitter negli abiti......



Il locale restò aperto pochi anni, solo tre, e chiuse perchè i due soci furono arrestati per droga e frode al fisco. 
Nel dicembre del 1978, la polizia fece un'irruzione allo Studio54 dopo una dichiarazione di Steve Rubel alla stampa: "Solo la Mafia incassa più soldi del mio Club". 
Il primo anno il locale fruttò 7 milioni di dollari. Nel '79 i due soci furono accusati di falso in bilancio per un'incongruenza di circa 2,5 milioni di dollari nei registri degli incassi secondo una procedura che Rubel chiamava "entrate, uscite e scrematura".

LoStudio54 rimase comunque aperto come disco club fino all'86 con altri proprietari ed è, ad oggi, un teatro funzionante.


Ma nella Nyc degli anni 70, 80 e 90 che considerava la notte un modo per arrivare al mattino c'erano altri importanti punti di riferimento. 


David Mancuso è considerato uno dei primi memorabili disc jockey negli anni '70 a Nyc

Fu uno dei pionieri della disco music e della cultura underground, quella cioè che si opponeva alla cultura ufficiale e di massa e che diede vita poi al punk, cyberpunk, alternative hip hop
 David Mancuso inside the Prince Street Loft. Courtesy Matthew Marks Gallery. The Estate of Peter Hujar. Dave Mancuso, dopo anni di orfanotrofio, si trasferisce a NoHo (North Houston), una zona di Manhattan in cui, a quei tempi, c'erano solo magazzini e fabbriche abbandonate. I loft, questi enormi spazi industriali, avevano costi di affitto bassi e tutti gli artisti tra gli anni 50 e 60 si trasferivano qui. Il giovane Dave abitava al 64 di Broadway ed ispirandosi ai Rent Parties organizzati dai neri per accumulare soldi per pagarsi l'affitto, iniziò ad organizzare feste nel suo appartamento. 


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La prima festa organizzata da Mancuso nel suo loft si chiamava "Love Save The Day", e The Loft divenne il primo club di culto che vide nascere la disco music

Era un appartamento di oltre 200 mq che poteva ospitare fino a 300 persone. Le feste erano esclusivamente ad invito e la selezione era rigorosissima, ma includeva gente di ogni tipo dai dj agli uomini di affari, dai blacks ai latinos. La fissazione di Mancuso, e parliamo del 1970, era il suono perfetto della musica, il riuscire a creare un bozzolo emotivo per i suoi ospiti e per questo si ispirava alla musica dub giamaicana. La musica non era mai troppo alta, ma il suono doveva essere perfetto, tanto che per questo motivo usava puntine per i suoi giradischi prodotte su misura per lui in Giappone. Il Sound System del The Loft era considerato uno dei migliori di sempre, aveva dei suoni molto cupi con dei bassi assordanti. Nel locale, essendo festa privata, non si vendevano alcolici così come non si dovevano rispettare degli orari. I party duravano almeno una ventina di ore e ci sia arrivava più tardi possibile, e comunque non prima delle 6 di mattina!



Il Paradise Garage, meglio conosciuto come The Garage, aprì i battenti nel 1977 a King Street, al secondo piano di un garage per parcheggio.  Il disco club consacrò la disco music e rivoluzionò il modo di vivere la notte a Nyc

Al The Garage si andava più per ballare che per socializzare e il dj era il centro di tutto. Anche in questo caso come al The Loft non si vendevano alcolici nè cibo e il club divenne un punto di riferimento molto importante per la comunità gay newyorkese; anzi all'inizio il The Garage era frequentato esclusivamente dai gay, ma poi in seguito all'enorme successo, si aprì al mondo etero. Larry Levan divenne il leggendario dj del The Garage nonchè inventore del genere garage house, musica disco con in più sintetizzatori, sequencer, drum machine, strumentale e cantato. Al The Garage si esibirono tra i tanti, i due gruppi britannini The Clash e The Police e Madonna ci girò il video della sua prima canzone, Everybody.




Il Danceteria, famoso anche per la scena in discoteca del film di Madonna "Cercasi Susan disperatamente" era una grande discoteca di ben cinque piani che rimase aperta a Nyc dal '79 all'86. Il club, che ebbe diverse location a Nyc divenne uno dei più importanti riferimenti della musiva new wave e vide passare al suo interno numerosi musicisti e artisti tra cui i Duran Duran, Cindy Lauper, Sade, i Wham, The Smiths, The Cult, Nick Cave and the Bad seeds, Depeche Mode, Keith Haring, Jean Michel Basquiat, Billy Idol

Danceteria attirava tutti, e Rudolf Pieper l'impresario disse: "Grazie a Dio, siamo ancora nei bei vecchi tempi del sesso, droga e rock'n roll, e qui abbiamo tutto questo. In cinque piani di questo supermarket di stile, gays, straights (eterosessuali), artist, junkies (drogati), goths (gotici, dark), skinheads, lost uptowners (i persi di uptown), sexy jersey chick (galline del new jersey),pinheads (idioti), Studio54 leftovers, B&T's (bridge and tunnel, cioè quelli che non vivono a Manhattan e ci devono arrivare o attraversando un ponte o un tunnel), weirdos from outer space, drag queens, S & M freaks (sadisti e masochisti), hookers (prostitute), performers of all sorts, East Villagers galore (abitanti dell'East Village a bizzeffe), not to mention musicians all of kind, got together! (stanno insieme). We live over there! Sette notti a settimana, una settimana dopo l'altra. Ed era cosi' bello che nessuno pensava potesse mai finire. 


Non era intrattenimento, it was a lifestyle, era una scuola di vita. La gente mi fermava per strada e mi diceva come Danceteria fosse importante per ciascuno di loro per trovare una direzione e quanto questo cambiasse le loro vite, nel bene o nel male. It didn't matter- it was well worth it!"(Ma questo non era importante, ne valeva la pena).




La notte a Nyc in quegli anni la si poteva vivere anche al Palladium sulla 14th street east. Era un grande nightclub acquistato nel 1985, dopo la chiusura dello Studio54 e dopo il carcere, dai due storici proprietari dello Studio54

Sulle pareti c'erano opere di Wharol, Basquiat, Hearing

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Ora al posto del Palladium c'è, appunto, un dormitorio della New York University!



Anche il Tunnel fu un luogo epico.


Situato in un ex scalo merci ferroviario, aveva una varietà di rooms su più livelli con decorazione che spaziavano dal vittoriano al sado-maso. Qui ci si trovavano i rappers e tutta la comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). 




Nell'agosto del 2000, 11 discoteche di Nyc furono chiuse per droga. 
Tutte le più famose e frequentate. 


78 persone furono arrestate. Tra di esse il chiacchierato proprietario del Tunnel, Peter Gatien (che tra l'altro produsse nel 1993 anche un bellissimo film con Robert De Niro, A Bronx Tale che vi consiglio di vedere).


Proprio al Tunnel una decina di clienti fu arrestata fuori dal locale perchè in possesso di ectasy
Ma ben più preoccupante, dichiararono allora,  era l'ascesa di un altro tipo di droga, la ketamina. Una specie di cocaina più potente chiamata nell'ambiente "Special K".




Ketamine - Special K
Svariate quantità di Special K furono trovate anche al Twilo e al Roxy, roccaforti della musica house e acid. Stessa sorte toccò al Sound Factory, locale frequentato da Madonna una decina di anni prima.



Non a caso in quel periodo, dal 1994 al 2001, sindaco di New York era Rudy Giuliani. 



Rudy Giuliani Lo "Sceriffo", attuò una politica di repressione del crimine chiamato "Tolleranza zero" che ripulì fortemente la città portandole via forse un pò troppa anima. 





Ora la notte a Nyc è molto più slow e patinata. 

Ci sono cutting-edge lounge bar o club o locali o rooftop dove andare a sentire musica e get a drink, a costi generalmente elevati. Tutto appare molto più regolare e "conformista". 



Dream Downtown Hotel PhD Rooftop Lounge


E' chiaro, le droghe circolano come e quanto prima, ma forse in maniera meno evidente e sfrontata. 

New York  oggi appare come una città ripulita, composta, trafficata, marijuana-oriented (see www.weedmaps.com/nyc).

E' più slow down, è più matura. Di conseguenza la night life segue questa attitude.

Il panorama dei locali notturni della Grande Mela cambia spesso, un pò perchè la clientela si annoia, un pò perchè i gestori si scontrano spesso con l'amministrazione comunale e con i neighbors per violazioni in materia di droga, inquinamento acustico e qualità della vita. 


In ogni caso, basta sfogliare online la rivista TimeOut New York alla voce Clubs per essere velocemente updated


Cielo (un' istituzione nel Meatpacking district), Pacha (9000 mq), Pink Elephant (difficile entrare, posto piccolo e di gran classe, musica deep house a tutto volume) Marquee, Avenue, Lavo, Tao Downtown sono alcuni discoclub dove ballare, bere e guardare!




Stessa cosa per i locali jazz o per ascoltare, best live-music venues in New York City.  Si cerca on line nel sito  Time Out. 

Semplice e veloce.

C'è un punto però su cui bisognerebbe riflettere. 


New York negli anni 70-90 ha creato una storia nel costume, nel sociale, nella musica e nell'arte che non può essere dimenticata. 

La città era in fermento. La gente era in fermento. Tutta questa vitalità ed energia ha prodotto, a volte, qualcosa di memorabile   e imprescindibile per tutta l'umanità. Magari niente di indispensabile, ma, quasi certamente, più indispensabile dell'ultima versione dell'Iphone.

Mi chiedo allora perchè, altre volte, alcune persone non si fermino a pensare che non siamo nessuno, che perdono tempo a riempire pagine per descrivere con enfasi chi sono, pur non essendo nessuno, cosa hanno fatto, pur non avendo fatto niente di significativo, e quali sono le conoscenze "vip" incontrate nel corso della loro vita.



Ecco, con queste persone non voglio essere indulgente. 


Non sei mai stato Dave Mancuso nè Keith Haring, please, forget about it!



Seeyoutomorrow.

kisses